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Veleno

Domenica mattina: sintesi di una settimana passata o brusco preludio della settimana che deve venire?
Domenica mattina: ha lo stesso sapore delle altre mattine, per me. Forse giusto quel velato retrogusto di “avrei magari potuto dormire un pò di più”, ma vallo a spiegare al mio orologio biologico che è sempre registrato su una taratura di un altro mondo.
Mi trovo a pensare ed a tracciare una sintesi di questi ultimi tempi, il compleanno, i ventiseianni che sono passati e mi è sembrato non averli sentiti, l’ennesima illusione.
Mi ritrovo a pensare e capisco che forse tutte queste cose si sono vasodilatate nel tempo, molto lentamente, come una sapiente bevuta che ti porta ad esser ubriaco senza doverti bere alla goccia tre vodke di fila. La vasodilatazione contro la vasocostrizione periferica delle mie mani: un’abile metafora del mio essere forse a tratti apparentemente freddo ma, infondo, assolutamente ipersensibile a tutte le cose che mi girano attorno.
Forse la cosa che mi da da pensare è che oramai davanti a certi gesti e certi modi di comportarsi inizio ad esaurire la voglia di incazzarmi, sputare veleno tutto d’un colpo in maniera catartica. Preferisco sudarlo lentamente, espellere le tossine in punta di piedi, senza disturbare nessuno. Probabilmente tutto ciò è controproducente, probabilmente nella mia mente vorrei esser capace di un cinismo che fondamentalmente non mi appartiene, probabilmente questo è solo un modo come un altro per giustificare l’unica persona che mi sento veramente di mettere sul banco degli imputati: me stesso.
Non mi sento un fallito, tantomeno uno sfigato, in questo momento, semplicemente, non sento assolutamente nulla, sento di voler farmi scivolare addosso parecchie cose, in un narcisistico onnipotentismo di auto-impreziosimento dell’ego, fondamentalmente effimero vista la mia incapacità (o buona fede) nel vedere con giusti occhi cosa una persona vuole davvero.
Non credo abbia molto senso ciò che ho scritto, ma non tornerò sulla cosa, probabilmente i posteri giudicheranno tutto ciò come 1kb di qualcosa di assolutamente incomprensibile.
Sono in un periodo in cui non so decisamente cosa aspettarmi, in cui so di per certo che in me stan cambiando diverse cose, ne percepisco i segnali, ma che non vede mutare, nonostante gli sforzi e l’impegno, l’universo attorno a me. A volte mi domando con quale intento il destino (ammesso che esista, io ci credo quanto potrei credere in Harry Potter) metta sulla strada delle persone determinati eventi, mi chiedo sempre cosa ci sia da capire da queste situazioni, cosa, in fin dei conti, posso aver acquisito per fare un ulteriore passo in avanti. Questa volta non mi sto ponendo nessuna di queste domande, semplicemente non ho domande, ho solo considerazioni e veleno da espellere, lentamente, molto, molto, molto lentamente.