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Volpiano TORINO
Pranzo di Natale

Pranzo di Natale

Prologo
Ed un altro Natale è arrivato, che strano però, non si direbbe guardando fuori dalla finestra il sole che copre tutto il prato ben lungi dall’avere anche solo un piccolo frammento di neve a tradire la stagione. Uh no no ma non è il momento di incantarsi, fra poco arrivano gli ospiti, la gran famiglia al completo per pranzo e dove diavolo si è cacciato Luca? Mannaggia a quel ragazzino, non so proprio più che fare! Ah che se ne occupi un po’ Giorgio, è anche figlio suo ed io ho da finire in cucina!
“Giorgioooo, vai a vedere dove si è cacciato nostro figlio! E tienilo lontano dai dolci!”

“Oh belli belli…ma facciamo silenzio adesso…giochiamo? Sì allora tu con quegli occhi e la gonna sei la nonna sicuro…come ti chiamo? Uhmmmm Piera!”

Antipasti – Piera
Ah mi piace tanto ogni anno questo momento, è proprio bello come tutte le feste; a Natale mi sento proprio meno sola quando tutta la famiglia viene da me a casa per mangiare. Ecco sì stanno già arrivando e devo finire di preparare le ultime cose, sento il vocione di mio figlio Alberto mentre chiude la macchina e Cinzia si dà da fare con Marco, è già un ometto il mio nipotino eh sì, povera Cinzia ha il suo bel da fare! Allora il piatto con gli affettati misti è pronto ora vediamo di sistemare l’insalata russa.
“Ciao mamma! Buon Natale!”
“Buon Natale nonna!!”
“Ciao Piera, Buon Natale, vuoi una mano?”
“Oh ciao, ciao a tutti, sì Cinzia se vuoi inizia a portar in tavola i piatti degli antipasti”
Basta poco e sento già la mia casa piena, piena di voci, piena di vita, da quando è mancato il mio caro Giovanni sembra proprio che tutte le mura che avevan un tempo risuonato della nostra felicità, si siano piegate alle ragnatele stagnanti della solitudine. Ma i miei cari vengono sempre ogni settimana a farmi le pulizie dell’anima, a portarmi un piccolo sorriso, una voce anche solo ed io sono felice sì. Ecco arriva anche la mia primogenita Francesca con quel bravo ragazzo di suo marito Michele e la mia Alice che oramai è una donna.
“Piera, Buon Natale!”
“Ciao mamma, buon Natale, ma non ti affaticare ti do una mano dai”
“Ciao nonna….buon…buon Natale”
“Oh grazie grazie andate pure sì ecco Francesca prendi questa e portala di là”
Che sguardo triste che ha Alice, mi ricorda tanto sua madre alla sua età ahh a vent’anni io mi sono sposata, ricordo era appena finita la guerra ed io già sapevo che Giovanni sarebbe stato l’uomo della mia vita; com’è tutto diverso ora, tutti si lasciano e si prendono come si fosse alla lotteria però non nella mia famiglia. Sono tutti lì pronti, ridono e sono felici ed io… io ora mi sento tanto triste.
Il dottore mi ha detto che io infondo la mia vita l’ho già vissuta, ed ha ragione, tante volte mi pesano questi anni che mi porto sulle spalle… ma non è per me forse no… è per loro non lo sanno ancora, questo sarà il nostro ultimo Natale assieme… e se tutto finisse qui?
Non piangere Piera, prendi i grissini e portali in tavola su, che stanno già iniziando a mangiare gli antipasti… mamma mia ogni Natale c’è da perderci la…

Chomp
“E te come ti chiamo? Hai la faccia proprio strana sai mi ricordi la zia… si dai ti chiamo Francesca”

Primi Piatti – Francesca
Dio mio non voglio che la mamma si sforzi così ogni volta che veniamo qui da lei per le feste, ci ha perso la testa anche quest’anno, meno male che sono riuscita a convincerla a rimanere tranquilla mentre guardo gli agnolotti. Hmmm l’odore del suo sugo è spettacolare, mi ricorda quando vivevo in questa casa e tutto era così confortevole, protettivo. Che brutto giorno quello in cui è mancato papà… lei lo ama ancora adesso, glielo si legge negli occhi, soprattutto in eventi come questi delle feste. Eh sì un amore che farebbe dire quasi amore d’altri tempi eppure io con Michele mi trovo bene, certo i primi tempi sono stati incerti, vivere in una casa che non riesci a sentire tua, sentirsi una sorta di coppia in un albergo ad ore… ma ci va tempo per certe cose, molto tempo… un po’ come per il sugo della mamma, non credo alla mia età lei lo sapesse già fare come lo sa fare ora. Mannaggia devo fare attenzione che non attacchi. Ora sento finalmente il classico tepore familiare anche nelle mura di casa mia, le sento pronte ad accogliere un giorno nipotini, cognati, zie e zii, contenta di ciò che è diventata la mia vita.
Certo ogni anno ci sono dei problemi, anche quest’anno ce ne sono stati, ma mio padre e mia madre mi han sempre insegnato che con l’unione si supera tutto, ed io e Michele ci stiam sempre vicini in queste cose. Mio dio faccio dei pensieri da nonna già, a volte mi sento già vecchia guardando Alice. La mia bambina sta passando un brutto periodo, avere vent’anni se non ricordo male era un bel casino, lo è stato e lo sarà sempre immagino, come una sorta di dogma della vita.
Se ne sta lì tutta impettita mordicchiandosi le labbra, so che qualcosa non va ma so anche che quando vorrà verrà lei a parlarmene, tante cose alla fine sono come il sugo… devono cuocere a fuoco lento.
Ma ora presto presto ecco gli agnolotti sono pronti, via subito in tavola prima che mia madre cerchi di metterci il naso! Che male al braccio, sembra quasi si voglia staccare da….

Chomp
“Uhuhu questi due che si tengono per mano sono così grossi assieme…ecco divisi! Meglio sì, buoni e bravi voi vi chiamo… Alberto e Cinzia!”

Secondi Piatti – Alberto e Cinzia
Dannazione mia madre esagera sempre con gli antipasti…abbiamo appena incominciato e già sono pieno come un bue, poi con la storia che odia il fumo in casa mi tocca pure venire qui fuori al freddo per gustarmi una sigaretta e che male a sta mano. Ma infondo… infondo non è che poi mi dispiaccia più di tanto, lì dentro l’aria iniziava a farsi pesante.. merda…già proprio una bella situazione di merda. Cazzo sono tutti felici, tutti dannatamente felici ed io mi sento una mosca bianca, non che non sia un bel momento intendiamoci no no assolutamente no però c’è qualcosa che mi rode dentro… ah ma io lo so cos’è, lo so bene… ipocrita del cazzo che non sono altro… sono l’ultima delle merde oggi. Sono proprio il carnefice che si siede a tavola con la sua vittima e le offre un caffè.
E Cinzia non sa nulla, lei è sempre così indaffarata a tenere tutto unito, tutto al proprio posto, diavolo sembra mia sorella da come ci tiene alla famiglia anzi sì sembra quasi… sembra la mamma…
Ma alla fine che me ne importa, oh il mondo è così pieno di coppie che sopportano il tradimento, che poi con un amante è solo sesso si sa niente più niente meno, lei non mi ha neppure chiamato per gli auguri di Natale.. no c’è un accordo fra noi e quindi tutto normale no? No niente è normale, dannazione la sigaretta sta finendo in maniera inversamente proporzionale al mio senso di colpa verso tutti loro, perché così facendo io non faccio altro che tradire la mia famiglia.
Cazzo ora pure il cellulare ci si mette, un sms.. “Ci vediamo stasera, solito posto?”… merda.
“Sì”.

Deve essere proprio stanca Piera per avermi concesso il privilegio di avvicinarmi al suo arrosto! Infondo nel tagliarlo a fette non corro il rischio di rovinare nulla. Che donna Piera, ha tirato su due figli come Alberto e Francesca, l’ho sempre ammirata, dalla prima volta che sono entrata in casa per conoscerla… ricordo come le brillavano gli occhi, mi ha fatto sentire subito come una sua figlia ed alla fine così è stata per me… una seconda madre, che mi dava consigli sul bambino quando Marco aveva pochi mesi, non troppo invadente ma neanche menefreghista. Ah Alberto, sempre fuori con la sua sigaretta, ecco se c’è una cosa che rimpiango è proprio non esser riuscita a farlo smettere di fumare… ma poveretto è sempre stressato per il lavoro all’università. Credo debba essere proprio duro lavorare ogni giorno a contatto con la gente, gli voglio bene, d’altronde è figlio di Piera, ha cresciuto un brav’uomo…uh dannazione che male alla mano.
L’arrosto è pronto… ed allora…
“IN TAVOLA! SI RICOMINCIA!”

Chomp
“Bella bimba, te sei Alice, come Alice nel paese delle meraviglie sì sì!”

Dolce – Alice
Meno male che mi hanno mandato a preparare il pandoro ed a preparare i bicchieri per lo spumante, meno male… avevo bisogno di piangere e non potevo lì davanti a tutti, davanti alla nonna ed alla mamma soprattutto. Dio mio che Natale di angoscia quest’anno e lo stronzo da quando ha saputo non si fa più sentire, mi sento morire ho bisogno di parlare con qualcuno.
Ed invece sono sempre qui ad affrontare i miei fantasmi da sola, il test non ha lasciato però molti spazi aperti verso evanescenti punti interrogativi: sono incinta e questo è quanto… e Stefano, che fino a due settimane fa mi faceva discorsi con i vari “per sempre” e “ti amo” ora non si fa più trovare. Incinta a vent’anni… forse alla nonna potrà sembrare una cosa normale, anzi forse a vent’anni la nonna era già incinta… ma io mi sento ancora così piccola e protetta nella mia vita familiare. Al consultorio mi hanno parlato di aborto ma non lo so, tutti i discorsi fatti con le amiche, tutti i vari “ah se mi capitasse la sfiga io abortisco”, ora mi sembrano stupide considerazioni di chi non sapeva che forma avessero realmente certe cose. Ho paura e mi sento sola ma mi sento sola con lui, con il mio bambino, con quella “cosa” che solo un mese fa io chiamavo “sfiga” ed ora, per quanto piccola, riesco a percepire come vita che in me prende forma. Io… io devo cercare di asciugare le lacrime…e devo parlarne con la mamma, la mamma capirà, la mamma saprà darmi un consiglio… già… oddio quante fette ho fatto di pandoro? Troppe forse… non importa, chissà come sarà il prossimo Natale… chissà come… che mal di testa, vorrei che i pensieri si interrompessero ora…

Chomp

Epilogo
“Laura guarda davvero non lo trovo, non so dove possa essersi cacciato!”
Eccolo sempre la solita scusa, non avrà neanche guardato
“Giorgio ha dieci anni è un ragazzino e casa nostra non è l’Epire State Building, dove credi possa essersi nascosto?! Vabbeh senti sta arrivando tua madre, fra un po’ arriverà anche la mia e gli altri parenti, vai alla porta che cerco io Luca”
Ogni Natale sempre la stessa storia, scommetto che sarà nel solito posto
“Ah eccoti volevo ben dire Luca! Ancora ti nascondi nello sgabuzzino!? Ma… che diamine hai fatto!?!? Quelli li avevo comprati come segnaposto per la tavola! E’ tutto il giorno che li cerco… e ti sei mangiato un pezzo di tutti!?”
“Mamma ma io stavo solo giocandoooo…”
“Giorgiooooooo tuo figlio giocando con i pupazzetti di cioccolata se n’è mangiato un pezzo di ognuno!”