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Respirare (funziona)

Il tempo passa, scorre… e nel suo corso inevitabilmente porta con sè cose belle, cose brutte… cose passate…e cose nuove.

E’ una frase scontata che mi sono ripetuto mille volte, talmente tante che oramai non ricordo quando l’ho teorizzata la prima volta, probabilmente in qualche adolescenziale sfogo verso le prime grandi delusioni della vita.

Ho finito una settimana massacrante, una settimana come sempre fatta di treni, di pause pranzo rosicchiate, del mal di pancia e del nervoso che ti assale quando meno te lo aspetti. Una settimana guardando il telefono e sperando nella chiamata che potesse cambiarti la situazione, permetterti di tornare a Torino, di tornare alla tua vita.

Eppure qualcosa è cambiato. E’ arrivata la primavera… e non è arrivata metereologicamente, con l’arrivo della giacca leggera, con l’alba che la mattina fa da colonna sonora al mio avvicinamento alla stazione.
No qualcosa mi è scattato dentro.

Sono tornato a sorridere senza sapere perchè, a sentirmi leggero semplicemente perchè riuscivo a percepire il mio valore riflesso in piccoli gesti.
Sono riuscito a pensare alla musica come ad una colonna sonora per me e per altre persone, sono riuscito a vedere una luce fuori dal tunnel ovattato generato dal mio istinto di autoconservazione.

Percepisco l’eccitazione e la spensieratezza di qualcosa di nuovo che capita, mi ritrovo stranamente diverso dopo essermi svegliato da una lunga notte… è vero che nella vita non si smette mai di imparare… ci sono voluti 28 anni affinchè riuscissi a capire che posso vivermi le cose semplicemente non chiedendomi troppo, semplicemente gustando il piccolo grande sapore che sanno darti determinati momenti.

Mi ritrovo a non calcolare nulla, a non predeterminarmi in un futuro che per sua definizione stessa non può essere determinato… e riesco a ritrovarmi come sabato mattina in macchina… a battere sul volante un ritmo simulando la solita cassa col piede sinistro (cazzo ragazzi non fatelo mai col destro…altrimenti rischiate gli incidenti!!) cantando a squarciagola.

Si capita di essere felici e di esserlo senza pretese di sorta che essere se stessi… continuare a vivere, a respirare… a pensare che nonostante tutto l’indole che mi contraddistingue è quella di voler pensare alla mia felicità.

E’ difficile tornare a respirare ma è necessario farlo… e con tutta la tranquillità di questo mondo, riesco a farlo, lentamente… sorridendo.