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Volpiano TORINO

Azione / Reazione

azióne [a’tsjone] s.f.
1 sm: l’agire
2 sm: [considerato nel suo valore morale] atto, gesto
3 sm: movimento
4 sm: potere di una forza fisica o spirituale
5 sm: {teatro} in un’opera drammatica, l’insieme delle vicende

Archetipo primario del verificarsi di un evento, per quanto sia da noi indotta o subìta, l’azione si configura come il primo step necessario e funzionale al cambiamento di una situazione. La dinamicità stessa che la parola evoca e porta in seno sottolina il suo aspetto quasi inderogabile, di “condicio sine qua non”, per il cambio della scena, per il rimescolamento degli atomi, per lo sconvolgimento più o meno programmato, più o meno calcolato di tutto.
Ci sono le azioni che vengono generate con il massimo della cautela e dei provvedimenti atti a poterla controllare, quel tipo di azioni che vogliono avere la pretesa di svolgersi in situazioni ambientali sicure e certificate, di qualunque natura esse si trattino. Ma queste, quanto quelle che invece vengono compiute in assenza di protezioni, previsioni o schemi, semplicemente possono arrivare all’idea di ridurre sensibilmente la componente inarrestabile, matrice fondamentale di ogni processo di questo tipo: il caos.
L’illusione del controllo totale, in questi casi, è appunto una Chimera, perchè ogni tipo di azione possiede una piccola “zona morta”, un cono d’ombra che magari non avevamo considerato, una conseguenza inaspettata generatasi dall’incrociarsi della nostra azione con il processo di qualcun altro, con il processo di qualcos’altro. C’è chi chiama questo “principio del caos!, c’è chi lo chiama “disegno divino”, altri invece “destino”… ma l’unica cosa che si è certi è che ogni azione non potrà che produrre ad una conseguenza inevitabile:

reazióne [rea’tsjone] s.f.
1 sf: atto, effetto del reagire
2 sf: opposizione a ogni programma riformatore e progressista, e a ogni rivendicazione di libertà politica; anche le forze politiche che la attuano
3 sf: {fisica} forza che si genera per applicazione di un’altra forza ed è uguale e opposta a quest’ultima
4 sf: {chimica} trasformazione che modifica la composizione delle sostanze

A prescindere dal campo di azione, senza tenere in considerazione di tutta la casistica che si potrebbe sollevare partendo dalla sua definizione enciclopedica, la Reazione è la naturale risposta che avviene davanti ad uno stimolo, uno stimolo precedentemente generato dall’impulso o dalle conseguenze lineari di un’Azione. Alla stessa maniera del suo stadio originale, una Reazione molte volte, sopratutto in questi nostri tempi in cui siamo ossessionati dal controllo, avviene in circostanze tali per cui ci si porta ad un livello di previsione degli effetti, quindi in modalità “sicure e calcolate”. Il grosso problema (o il grande sollievo, per quel che mi riguarda) rimane quella zona morta o cono d’ombra di cui si parlava poche righe più in su. Già perchè questo va giocoforza a riflettersi su ciò che succede in conseguenza dell’impulso generatosi a monte. Anche la reazione quindi diventa imprevedibile, casuale, in grado di spiazzare il più accurato degli scienziati davanti ad una situazione in cui era convinto di aver controllato tutte le variabili, in cui era sicuro che tutto sarebbe dovuto andare in un’altra maniera.

Azione e Reazione si verificano costantemente nelle nostre vite, a partire dai piccoli gesti fino alle grandi scelte ed è normale che sia così, com’è normale e rassicurante che niente possa essere pianificato e calcolabile al dettaglio millimetrico, vorrebbe dire che tutte le nostre vite finirebbero per rispondere ad equazioni matematiche, come qualche film suggerisce, o peggio che siamo schiavi di una sorta di volontà superiore che ci muove come burattini. No, per quanto noi possiamo essere metodici nel cercare di arrivare a controllare azioni e reazioni, avremo sempre uno 0,01% che potrà stupirci, cambiare il corso delle cose… forse è in quello 0,01% che risiedono i sogni.