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Volpiano TORINO
La barriera

La barriera

Sveglia.
Brutto momento, come sempre negli ultimi giorni. Sono davvero giorni? No forse mesi, non lo so.
Ho smesso di contarli, di contare, di contarmi. Considerarmi. Tutto si riduce all’osso quando apro gli occhi e comincia. Quel fastidioso, petulante, incalzante, assordante.
Ronzìo.

Mi penetra nelle orecchie prima ancora della solita sensazione lì. Al petto. Che mi inchioda alla realtà quasi come un Gesù moderno senza pretese. Il resto scivola divorato dalla voragine.
Ronzìo, fiato spezzato e sudori. Sudori freddi.

Vagare per la stanza, quale stanza? Perdo il contatto con le dimensioni dello spazio e del tempo, del tempo e dello spazio, susseguirsi di luci abbaglianti e di giganti dalle voci cavernose. Mi circondano, mi urlano in faccia schiaffi sonori che mi spostano. Accelerato. Tutto accelera. Io accelero il ritmo dei pensieri e la testa sembra esplodere in un caleidoscopio di immagini interrotte, frammentate. Frammenti.

Tachicardia:La tachicardia (dal greco tachys veloce, rapido e cardia cuore, detta anche, in modo scorretto, “ipercardia” o, impropriamente, tachiaritmia) è una forma di accelerazione del battito cardiaco, con aumento della frequenza dei battiti cardiaci e pulsazioni oltre i 100 battiti al minuto a riposo. Nozioni a mente fredda che lacerano una realtà compromessa, oramai distorta.

Che cazzo succede, cosa sta succedendo? Vedo una luce. Vedo l’esterno. So già cosa mi attende, ogni volta. Sto per raggiungerla ecco che la raggiungo ci sono quasi e arriva l’impatto, inevitabile, prevedibile? Forse. Non nella mia testa che si lancia ancora e poi ancora contro quella barriera invisibile che non mi lascia via di fuga, non mi lascia uscire da occhi che mi osservano, mani che si agitano, voci che rimbombano. Il cuore. Il cuore impazzisce sotto l’incalzare ritmato e costante, diabolicamente insostenibile.
Quel fottuto ronzìo.

Da quanto tempo vado avanti così? Da quanto tempo non faccio una visita, un esame del sangue, non so un controllo? Sì un controllo, bisogna recuperarlo, assolutamente, bisogna andare alla fonte originale di tutto, bisogna capire cosa cazzo sta succedendo. Tutto scivola e si sgretola per ricompattarsi in maniera diversa. Tutto si riduce alla sveglia e al momento di incoscienza che mi fa accarezzare l’idea di una tranquillità impossibile, improbabile.

Ma da domani si cambia, da domani troverò un varco in quella stupida barriera, raggiungerò un medico, mi farò prescrivere uno di quei check completi così cazzuti che mi diranno anche “Signor Denti lei a tredici anni si è fumato uno spinello”. Sì non me ne frega niente, domani lo faccio intanto mi metto qui a tastare sta barriera schifosa, giuro che il varco lo troverò, fosse l’ultima cazzo di cosa che facc…

SBAM!

“Francesca, che macello fai con quel giornale, vuoi rompere il vetro?”
“Niente, scusa c’era sta mosca fastidiosissima ma l’ho presa!”