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L’ultima gara di Gebre?

L’ultima gara di Gebre?

Haile Gebrselassie l’aveva già annunciato nel 2010, dopo l’abbandono al 26esimo Km della NY City Marathon, ma sapeva anche lui che sarebbe stato difficile ritirarsi davvero. Difficile perchè quando vieni da un paese, l’Etiopia, in cui il mito-ombra di Abebe Bikila copre qualsiasi ragazza e ragazzo si metta a correre, il rivelarti essere una luce più grande di quell’ombra, beh, ti mette ad ogni ritorno a casa davanti alla tua gente. Quella gente che vive con puro orgoglio nazionale le vittorie dei propri atleti. E se ti chiami Haile Gerbrselassie, se hai fatto 27 record del mondo (di cui diversi ancora imbattuti), se hai dominato per due olimpiadi i 10.000 metri e tutti i campionati del mondo in mezzo ad esse, se dalla pista sei passato alla maratona diventando il primo uomo a correre sotto le 2h04′, davvero diventa quasi impossibile.

Da quel 2010 siamo arrivati alla scorsa domenica, alla Great Manchester Run, una passerella di 10km che a 42 anni “Gebre” ha corso in 30minuti scarsi, l’ultima gara da atleta competitivo. “Smetterò di competere, non certo di correre” questa la sua dichiarazione.
La leggenda vuole che Gebre abbia iniziato a correre per coprire i 10km di distanza che separavano casa sua dalla scuola, con quel passo leggero e veloce che in tante finali di 10.000 metri è diventato il terrore di chi se lo portava fino all’ultimo giro di pista. Un atleta che diventato un top a livello internazionale non si è mai dimenticato delle sue origini, del suo paese, sensibilizzando il mondo sui problemi dell’Etiopia e cercando in tutti i modi di creare lavoro ed opportunità per i propri connazionali.

In molti già scommettono che non sarà la sua ultima gara, che tornando nella sua Etiopia, sentendo la sua gente, potrebbe tornare. Questo potrà dirlo il tempo, lo stesso che ha consegnato Haile Gebrselassie alla storia dell’atletica.