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La vita oltre la vita – Raymond A. Moody Jr

La vita oltre la vita – Raymond A. Moody Jr

Non credo sarei mai arrivato, da solo, a leggere un libro del genere.
Non credo neanche mi sarebbe mai passato nell’anticamera del cervello l’idea di andare a comprarlo, sopratutto perché il tema trattato è anche una di quelle che considero le mie paure ataviche: l’idea del “dopo”.

È uno di quei pensieri che fin da ragazzino ha avuto l’effetto di farmi scomparire immediatamente il sonno mentre magari mi rigiravo a letto, con la mente che vagava nelle più assurde riflessioni e pensieri, cercando di dare un senso ed una forma a qualcosa che per definizione stessa è impossibile delineare.

Da una chiacchierata, che marginalmente trattava i temi del libro, con un’amica, sono stato consigliato alla lettura. Consiglio che si è materializzato quando il titolo in questione mi è stato prestato e quindi letto in un’unica botta in poche ore.

Si tratta sicuramente di una lettura scorrevole, con un’impostazione spiccatamente accademica che ho apprezzato da subito, scorrendo l’indice e l’organizzazione. Parliamoci chiaramente: la possibilità di avere in mano un junk-book per attirare fanatici del paranormale e dell’approssimazione era molto alta, ma viene subito smentita dall’autore, che oltre a presentare il proprio background sottolinea con un apposito capitolo di apertura tutti quelli che ha considerato gli “strumenti” di analisi e, sopratutto, i “criteri di giudizio”.

Vengono quindi riportate diverse testimonianze ed esperienze di pre-morte tramite interviste che l’autore utilizza quasi più col piglio di chi vuole confutarle per poi incasellare analiticamente, che con quello dell’estemporaneo appassionato rapito dai concetti.

Il libro organicamente si compone di forti parti critiche (come il capitolo dedicato alle “domande”) che sottolineano più volte l’intento dell’autore: non quello di fornire presunte verità quanto quello di suggerire nuovi punti di vista su un argomento che oltre i confini della religione o della filosofia è pressoché un tabù.

Spiace solo la lunghezza da saggio breve, avrei apprezzato più casi e più considerazioni su interviste e soggetti documentati.