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Maria Stefanelli – Loro mi cercano ancora

Maria Stefanelli – Loro mi cercano ancora

Mi viene particolarmente difficile assumere un tono ed uno sguardo distaccato nel commentare la lettura di questo libro. È una lettura che prende, inchioda alle pagine e scorre facilmente. Dove la parola “facile” è l’ossimoro più clamoroso rispetto alla storia raccontata, rispetto a tutto ciò che viene toccato, rispetto a tutto ciò che, di questo libro, ti colpisce nel profondo.

Manuela Mareso affianca Maria Stefanelli nel raccontare a sua figlia e a tutti i lettori cosa voglia dire nascere, vivere e ribellarsi a ben due famiglie di ‘ndrangheta, percorrendo tutta la parabola che la porta dalla Calabria alla Liguria, passando dall’essere una Stefanelli al matrimonio con Francesco Marando, addentrandosi sempre più nel profondo in una spirale di eventi che lasciano la sensazione fisica di due mani che ti strangolano e ti levano il fiato ad ogni pagina.

Diverse delle vicende raccontate si svolgono a Volpiano, dove vivo, dove forse proprio per questo motivo un libro già di per sé forte arriva ad acquisire la consistenza di uno schiaffo in faccia. Perché a volte, davanti al Male, quello vero, quello con la “M” maiuscola, si riesce a trovare un briciolo di rifugio nell’idea (o processo di autodifesa) che “tanto comunque è lontano, è successo da altre parti”.

Invece no, è successo nel mio paese, è successo in luoghi che a quei tempi, come oggi, mi capita di incrociare sulla mia strada. Forse proprio questo è stato l’aspetto maggiormente scioccante della lettura: la consapevolezza che tutta la violenza, tutti i paradossi e malvagità raccontate si collocassero in un contesto molto più concreto che l’astratto “oblò” offerto dalla TV.

La storia di Maria Stefanelli è una storia che potrebbe attirarsi, sicuramente a merito, svariate “etichette”: coraggio, sofferenza, paura, volontà, determinazione. Io preferisco intenderla come una forte ed intensa storia di vita, con l’unico intento dell’aprirsi a chi si trova a leggerla, senza le pretese di porsi in una particolare posizione di privilegio che non sia quello della sincerità verso sé stessa.

Ci sarebbero davvero mille cose da dire su un libro del genere, tutte correndo il rischio di sminuire e non portare il dovuto rispetto ad un racconto così intenso e personale. Proprio per questo penso il consiglio migliore, a riguardo, sia semplicemente uno: leggetelo.