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Vasocostrizione Periferica

I miei titoli sono così pseudointellettuali che molte volte un osservatore non accorto potrebbe pensare che dietro di essi non ci sia tutta questa metafisica che in realtà c’è: questo per dirvi che se volete un trattato sulla vasocostrizione periferica avete sbagliato blog.

La vasocostrizione periferica è il più grande ed abominevole potere che Marco possiede.
Nessuno può avere le mani più fredde delle mie, se fossi un film oggi sarei X-men uno, due e tre.
Con il mio tocco mortalmente gelido potrei chetare il Capo che oggi è proprio di buonumore da come mi ha salutato entrando. Di contro io ho immaginato per lui scenari catastrofici nel breve lasso di tempo intercorso fra il suo scazzatissimo “ciao” ed il tragitto verso la scrivania, piccole cose come vederlo inciampare, prendere fuoco per misteriosa autocombustione oppure fulminarsi per un’improbabile scossa da miliardi di volt col suo cellulare aziendale.
Mi sono legato al dito il fatto che venerdì scorso mi ha fatto impazzire generando in Marco un nervoso così profondo che quasi si è affiancato a quello per Vasco Rossi, ma almeno Vasco Rossi non ha fatto cadere il mio casco dal sellino della moto dando il “la” ad una tragedia annunciata e colma di aspetti patemici (il pathos è il sale della vita): le imprecazioni di Marco.
La drammatica poesia di quel momento viene rimembrata in questa mattinata in cui il mio stomaco afferma di potermi parlare in piemontese, un dialogo interiore che il capo non conoscerà mai così come non lo conoscerà mai mister commerciale, l’altro uomo-pezzo-grosso che risiede nell’ufficio occupato dal vostro affezionatissimo (chi mi coglie questa citazione vince la possibilità di farsi metter le dita nel naso dal sottoscritto).
Il mio potere di vasocostrizione tuttavia tiene lontano sia nervoso che capo, preparo risposte taglienti da dirmi nella mia mente ed esibisco sorrisi di circostanza da perfetto gentleman d’annata, il mio io pensante si separa pericolosamente dal mio io agente, la schizofrenia è in agguato.

Ma rimane sempre con me la mia patologia preferita: vasocostretti di tutto il mondo, uniamoci con le nostre mani perennemente fredde e dimostriamo il nostro valore!