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Che fare …

Ribolle lentamente, in maniera sotterranea ma percepibile.
Filtra in maniera decisa, seppur così placida, la disarmante sensazione di impotenza davanti ai giorni che si susseguono. Si avvicina il 17 febbraio e ci si ritrova sempre a fare tracciati, diagrammi immaginari, ipotetici consigli di amministrazioni interni in cui si tracciano le linee guida dell’azienda. Le linee guida di me.

Allora varchi la porta con il piglio di chi non ha assolutamente lo stomaco per affrontare tutto questo, una paura che non potrei nemmeno definire razionale o ponderata, così simile all’inquietudine con cui da piccolo affrontavo le punture di penicillina o gli esami del sangue. Sapevo che dovevo sottopormi a quella cosa, non potevo dire di “no”… e allora mi concentravo solo affinchè tutto passasse nella maniera più rapida possibile, senza troppi strascichi.

Ma la porta del mio consiglio di amministrazione è pesante, sicuramente mi presento con appunti ed aspettative diverse rispetto ad un anno fa, sicuramente mi presento sapendo dove vorrei andare, cosa vorrei fare, come auspicherei che le cose si delineassero. “Questo da un lato è oggettivamente un fattore positivo” mi ricorda la parte di me che, alla lavagna, mostra a tutti quanti un diagramma a torta fitto di tutte le fasi passate in un anno. Tutte le mie realizzazioni, aspettative, scoperte, tutte messe su di un bel diagramma che per me è solo un ammasso di colori senza nette definizioni. Già perchè sarebbe comodo poter essere sempre la parte razionale di me… mentre quest’anno sono quasi sempre solo stato pura istintività, nel gettarmi a capofitto in situazioni che mi hanno cambiato profondamente, senza paura che ciò si verificasse… ben sapendo che però prima o poi un conto si sarebbe presentato, ciò che si sta verificando.

“Non so se sia questo il motivo per cui non dormi quasi la notte e vai a dormire col mal di pancia, certo è che ai fini dell’amministrazione non è un bene”. A parlare ora è l’addetto alla mia sicurezza interna… come dargli torto per altro, lo so da me che la situazione non è delle migliori… lo so da me che dopo tutto lo sbattermi su tutti i fronti, adesso quello che mi manca profondamente è un piccolo risultato, qualcosa che mi faccia dire che tutti gli sforzi fatti sul mio fronte sentimentale, lavorativo, personale, abbiano portato ad una anche solo minima e piccola mutazione di qualcosa. E invece no… le cose mi scivolano e mi sembra di avere le mani di pastafrolla, perennemente oliate e insensibili a ciò che mi si pone davanti… e io vorrei solo stringere qualcosa.

Mi limita tutto ciò, mi limita e mi fa vivere male le cose belle che ho attorno, il gruppo (a cui molte volte mi sembra di non dedicare le giuste attenzioni), la fotografia (che mi sembra aver relegato a comprimaria di una parte di me)… so che è il piano d’emergenza, quello in cui inizio a chiudere tutti i boccaporti per prepararmi all’immersione in attesa di tempi migliori, so che è una cosa che non voglio fare perchè non mi ha mai portato a nulla, al massimo a stupidi palliativi che hanno eliminato definitivamente il senso del gusto dalle mie papille gustative.

La verità è che mi sento scoraggiato, a quasi 29 anni… e non so davvero che fare.